Fotovoltaico con accumulo da 9,8 kWh su abitazione privata
| Committente | abitazione privata |
|---|---|
| Comune | Corigliano-Rossano (CS) |
| Anno | 2023 |
| Potenza installata | 6,4 kWp |
| Accumulo | 9,8 kWh |
| Norme applicate | CEI 0-21 - CEI 64-8 |

Corigliano-Rossano (CS), 2023 - i due campi, sedici moduli in tutto, disposti attorno agli ostacoli della falda.
Il problema
La falda utile guarda a sud, che è la condizione migliore. Tutto il resto giocava contro: manto in coppi antichi, un lucernario proprio in mezzo alla falda, antenna e parabola sopra. Il lucernario dà luce al piano sotto e doveva restare operativo, quindi non si copre. I moduli sono andati nei due spazi ai suoi lati, sedici in tutto, sei da una parte e dieci dall’altra, tenuti a distanza da antenna e parabola per non prendersi le loro ombre.
Ma la domanda che conta davvero in un impianto domestico non è quanta potenza mettere sul tetto: è quanta energia tenere. Qui i proprietari di giorno sono al lavoro, e la casa resta vuota proprio nelle ore in cui l’impianto produce.
Cosa abbiamo fatto
- Campo da 6,4 kWp — 16 moduli FuturaSun Silk Premium da 400 W, su due stringhe da otto, disposti in due campi per aggirare gli ostacoli della falda.
- Accumulo da 9,8 kWh — due moduli ZCS WECO 4k4 da 4,9 kWh ciascuno.
- Inverter ibrido ZCS Azzurro, monofase, con gestione integrata delle batterie.
- Protezioni — scaricatori di sovratensione su entrambe le stringhe lato continua, protezioni e dispositivo di interfaccia lato alternata.
- Pratiche — connessione in iter semplificato con Modello Unico, gestita internamente, autotest delle protezioni di interfaccia e verbale di attivazione con il distributore.

Il vincolo che ha pesato di più
La produzione e i consumi di questa casa non si incontrano mai. L’impianto rende al massimo quando non c’è nessuno, e la famiglia accende tutto quando il sole è già sceso. Senza accumulo un impianto così cede alla rete quasi tutto quello che produce, e la sera ricompra a prezzo pieno l’energia che aveva regalato la mattina.
Per questo la batteria è stata dimensionata sui consumi serali e non sulla potenza del campo: 9,8 kWh, circa un chilowattora e mezzo per ogni chilowatt installato, contro l’uno che si vede di solito nel residenziale. L’impianto non è fatto per produrre di più, ma per far arrivare fino a sera quello che produce.
È il caso opposto a quello di un’azienda che lavora di giorno, dove produzione e consumo coincidono e l’accumulo pesa molto meno sulla scelta. Prima di decidere quanta batteria mettere, la domanda giusta non è quanto consumi, ma quando.
C’è poi la parte che nelle fotografie non si vede: i coppi. Su un manto antico ogni staffa è un punto in cui il tetto può cominciare a perdere, e i coppi vecchi non hanno le misure regolari di quelli di oggi. Il manto non si sostituisce — sarebbe un altro lavoro e un’altra spesa — quindi i fissaggi si adattano al coppo che trovano, uno per uno. È il genere di lavorazione che non compare in nessun preventivo e che decide se fra cinque anni la copertura è ancora asciutta.
Un’ultima scelta riguarda lo spazio che resta. La falda non è stata riempita fino al bordo: la disposizione dei due campi lascia libera una porzione utilizzabile, così un domani si possono aggiungere moduli senza smontare quelli che ci sono. Oggi è una previsione che non si paga quasi nulla, e serve il giorno in cui arriva una pompa di calore o un’auto da ricaricare.

Cosa è stato consegnato
Dichiarazione di conformità secondo il DM 37/08, schema unifilare as-built con le due stringhe e i dati di stringa, esito dell’autotest delle protezioni di interfaccia, verbale di attivazione e regolamento di esercizio firmati con il distributore, schede tecniche e garanzie di moduli, inverter e batterie.
