Il problema
Un’azienda agricola con consumi concentrati nelle ore di lavoro e una copertura di capannone ampia, esposta e non sfruttata. La condizione in cui il fotovoltaico rende di più: quando la produzione e il consumo coincidono, l’energia non passa dalla rete e non c’è scambio da ottimizzare.
La parte da risolvere era il resto della giornata. [DA VERIFICARE: quale carico pesa di più — irrigazione, celle frigorifere, lavorazione del prodotto? Con questo dato la frase diventa concreta.]
Cosa abbiamo fatto
Campo da 80,84 kWp sulle due falde del capannone, con struttura fissata alla copertura esistente.
Accumulo da 40,96 kWh, dimensionato per spostare l’energia prodotta in eccesso sulle ore senza sole: è la parte che decide se l’impianto copre davvero la giornata o solo la fascia centrale.
Quadri di campo con protezioni lato continua e lato alternata, scaricatori di sovratensione, inverter e stazione di ricarica nel locale tecnico, configurazione del monitoraggio.
Pratica di connessione al distributore e registrazione GAUDÌ gestite internamente.
Il vincolo che ha pesato di più
[DA VERIFICARE: qual è stato il vincolo vero del cantiere? La posa su copertura metallica esistente, l’azienda in piena attività, i tempi della pratica di connessione, la stagionalità del lavoro agricolo? È la sezione che rende credibile la scheda: raccontare cosa è stato difficile vale più di elencare cosa è stato installato.]
Cosa è stato consegnato
Dichiarazione di conformità secondo il DM 37/08, schemi as-built, schede tecniche e garanzie dei componenti, regolamento di esercizio firmato con il distributore, credenziali del portale di monitoraggio e le istruzioni per leggere la produzione.
